I ricordi di Gesù, impressi nell’animo di Maria, l'hanno portata a ripercorrere col pensiero i vari momenti della sua vita accanto al Figlio e hanno costituito, in certo senso, il "rosario" che Ella stessa ha costantemente recitato nei giorni della sua vita terrena.

Ed anche ora ispirano la sua materna premura verso la Chiesa pellegrinante, nella quale Ella continua a sviluppare la trama del suo "racconto" di evangelizzatrice.

Maria ripropone continuamente ai credenti i misteri del suo Figlio, col desiderio che siano contemplati, affinché possano sprigionare tutta la loro forza salvifica.

Dei tanti misteri della vita di Cristo, il Rosario, così come si è consolidato nella pratica più comune avvalorata dall'autorità ecclesiale, ne addita solo alcuni.

Tale selezione è stata imposta dall'ordito originario di questa preghiera, che si venne organizzando sul numero 150 corrispondente a quello dei Salmi.

Affinché però il Rosario possa dirsi in modo più pieno "compendio del Vangelo", è conveniente che, dopo aver ricordato l'incarnazione e la vita nascosta di Cristo (misteri della gioia) , e prima di soffermarsi sulle sofferenze della passione (misteri del dolore), e sul trionfo della risurrezione (misteri della gloria), la meditazione si porti anche su alcuni momenti particolarmente significativi della vita pubblica (misteri della luce).

Questi cicli meditativi proposti nel Santo Rosario non sono certo esaustivi, ma richiamano l'essenziale, introducendo l'animo al gusto di una conoscenza di Cristo che continuamente attinge alla fonte pura del testo evangelico.  

 

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